Dal 2015 il Comitato Nazionale per l’Educazione alla Sostenibilità – Agenda 2030 (CNESA-2030) promuove, nell’ultima settimana di novembre, una mobilitazione diffusa sull’intero territorio nazionale dedicata, di anno in anno, a una delle principali tematiche dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
La Settimana non costituisce un’iniziativa isolata, ma rappresenta l’esito di un percorso che affonda le proprie radici nel Decennio delle Nazioni Unite dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile (DESS 2005–2014), la cui realizzazione in Italia fu affidata alla Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO (CNI UNESCO).
Per impulso della CNI UNESCO, l’esperienza maturata nel corso del Decennio non si è esaurita nel 2014, ma ha trovato una successiva continuità nella Settimana CNESA-2030. In questo passaggio sono stati valorizzati il metodo di lavoro, le reti territoriali e il patrimonio di competenze costruiti nel decennio precedente, trasformandoli in una pratica stabile e rinnovabile, orientata annualmente verso differenti obiettivi e dimensioni dei 17 Sustainable Development Goals.
Nel corso degli anni, la Settimana ha saputo coniugare dimensione nazionale e radicamento territoriale. Da un lato, un evento di apertura nazionale offre una cornice comune e una riconoscibilità unitaria all’iniziativa; dall’altro, scuole di ogni ordine e grado, università, istituzioni, agenzie, enti locali, comitati civici, associazioni ambientaliste, organizzazioni del volontariato e realtà della cittadinanza attiva animano concretamente i territori attraverso iniziative autonome, accomunate da una medesima cornice tematica.
È proprio questa combinazione tra indirizzo nazionale e partecipazione territoriale a costituire uno degli elementi distintivi della Settimana rispetto a una semplice ricorrenza calendariale.
La Settimana opera, infatti, come una piattaforma educativa e partecipativa, che ciascun soggetto può attivare sulla base delle proprie competenze, vocazioni e risorse, contribuendo alla costruzione di un disegno condiviso di educazione alla sostenibilità su scala nazionale. In tale prospettiva, l’edizione 2026 dedicata a «Pace è Disarmo: educare alla convivenza in un mondo interdipendente» può rappresentare un ulteriore sviluppo di questo patrimonio, mettendo in relazione educazione, cittadinanza globale, diritti umani, sostenibilità e cultura della pace.